Vita di S. Tomaso da Villanova Arcivescovo di Valenza dell’ordine di S. Agostino detto Padre de’ Poveri
Angelo Bernabò dal Verme
Roma
1658
4to (243 x 175 x 34 mm)
Inv. 0697
N. Catalogo A621
Descrizione
Provenienza
Questa legatura fu realizzata a Roma per la regina Cristina di Svezia intorno al 1658.
Figlia del re Gustavo Adolfo ed erede al trono, Cristina di Svezia mostra fin da giovanissima un particolare interesse per i libri. Nel 1644, all’età di diciotto anni, diventa regina e da allora inizia a collezionare libri e manoscritti. Eruditi di fama come Isaac Vossius e Nicolaas Heinsius acquistano volumi per suo conto. Nel 1649 Cartesio giunge in Svezia per farle da maestro, ma non sopravvivrà ai ritmi impostigli dall’allieva e ai rigori del clima svedese. Più interessata alla cultura e incline al cattolicesimo, Cristina abdica nel 1654 in favore di suo cugino, Carlo Gustavo, e lascia Stoccolma alla volta di Bruxelles, dove abbraccia la religione cattolica. Da qui, scortata da circa duecento servitori e in compagnia di tutti i suoi libri, raggiunge Roma passando per la Germania. Nella Città eterna si trattiene alcuni mesi tra il 1655 e il 1656, mentre l’anno seguente è in Francia, dove partecipa agli incontri dell’Académie che si riunisce in casa del cancelliere Pierre Séguier, e acquista alcuni manoscritti.
Tornata a Roma nel maggio del 1658, viene accolta dal pontefice e dai cardinali e si stabilisce a Palazzo Farnese dove fonda un’Accademia, luogo di conferenze e conversazioni erudite. Durante il soggiorno romano la biblioteca della ex regina si accresce considerevolmente; Cristina patrocina tra l’altro una bottega, nota inizialmente come «Rospigliosi Bindery», ma in seguito identificata con quella dei fratelli Andreoli. Il Vaticano tarda a versare il suo vitalizio, così Cristina trascorre gli ultimi giorni della sua vita in povertà, costretta a ipotecare persino i libri. Muore nel 1689 e le sue spoglie vengono sepolte in San Pietro1.
Gregorio Andreoli inizia a lavorare per la Biblioteca vaticana nel 1655; nel 1665 viene nominato «legatore vaticano» a vita. Muore nel 1696. Gli succede nell’incarico nel 1675 il fratello Giovanni, scomparso nel 1699.
Gli stessi ferri utilizzati per decorare la legatura per la regina Cristina figurano su un altro esemplare della Collezione Cerruti: il volume di Ioanne Baptista Nicolosio Hyblensi [Giovan Battista Nicolosi di Ibla], Hercules siculus, sive studium geographicum, M. Herculis, Roma 1671, tomo II, in-folio, con lo stemma Borghese sul verso del frontespizio (Fig. 1).
La legatura, realizzata probabilmente da Gregorio Andreoli, o forse da suo fratello Giovanni nel 1671 circa, è in pelle di capra rossa impressa in oro con una cartella centrale delimitata da due cornici realizzate con diverse rotelle e piccole maschere agli angoli; una serie di doppie linee curve e dritte suddivide la cartella centrale in scomparti, impressi con piccoli ferri; al centro lo stemma del principe Giovanni Battista Borghese (1639-1717). Ex-libris con le armi Borghese e la dicitura: «ex libris M. A. Principis Bvrghesii».
Mirjam Foot
1 S. G. Lindberg, Queen Christina bindings, in Von Platen 1966, pp. 199-225; si veda anche Foot 1978- 2010, vol. I, pp. 329-330; vol. III, n. 368.
Giovanni Battista Nicolosi, Hercules Siculus sive studium geographicum tomus primus-tomus secundus


