Ushak ad arabeschi, detto «Lotto»
Fine del XVII secolo
Vello in lana su trama e ordito in lana, nodo simmetrico
167 x 115 cm
Inv. 0763
N. Catalogo A686
Il secondo tappeto «Lotto» della collezione, più piccolo e più tardo del precedente (si veda N. Cat. A685), è pur sempre un esemplare classico di un certo interesse. Appartiene al gruppo detto «transilvano», poiché molti esemplari sono conservati nelle chiese evangeliche della Transilvania. Lo stile del disegno ad arabeschi è molto più geometrico e stilizzato rispetto all’altro esemplare ed è del tipo che viene convenzionalmente definito «stile Kilim». Sono soprattutto le proporzioni a essere alterate, con il campo piuttosto ristretto in relazione alle ampie fasce di bordura. Il disegno all’interno del campo, che rappresenta una sezione del tipico motivo «Lotto», risulta asimmetrico e poco equilibrato, ma, ciò nonostante, il tappeto mantiene il suo antico fascino, anche se purtroppo in parte compromesso da importanti restauri. La larga bordura a fondo blu contiene il più classico dei motivi di quest’epoca che è quello detto «a cartigli alternati di colore» ed è accompagnato da una cornicetta esterna a fondo giallo, mentre manca qualsiasi cornice interna. Una singolarità di questo tappeto, che lo rende particolarmente interessante, sta nel fatto che le bordure verticali sono complete e tagliano quelle orizzontali, contrariamente a quanto avviene di solito. È infatti risaputo che questi piccoli tappeti anatolici del periodo ottomano non avevano quasi mai delle soluzioni d’angolo che accompagnassero la bordura, ma erano tessuti realizzando prima la bordura orizzontale inferiore che abbracciava tutta la larghezza del telaio, per poi attaccare con quella verticale senza preoccuparsi della continuità del disegno e degli angoli che si creavano. Al contrario in questo, come in pochissimi altri esemplari, sono le bordure verticali che hanno la prevalenza.
Alberto Boralevi
