Transilvania a doppia nicchia con medaglione fiorito

Seconda metà del XVII secolo
Vello in lana su trama e ordito in lana, nodo simmetrico
166 x 126 cm


Inv. 0766
N. Catalogo A689


Uno dei disegni più frequenti nei tappeti «Transilvania» a doppia nicchia è quello definito «a medaglione fiorito», che presenta all’interno del profilo a doppia nicchia un motivo a losanga contornato da fiorellini bianchi a otto petali disposti lungo il perimetro, mentre altri quattro fiorellini analoghi sono disposti al suo interno. Dai lati esterni della losanga centrale motivi a foglia biforcuta si protendono all’interno del campo, mentre ai due vertici si ritrovano palmette stilizzate. Il disegno dei cantonali può variare, ma quello qui presente è forse il più tipico, con grosse rosette tondeggianti stilizzate, contenenti al loro interno un ottagono rosso e circondate da foglie a falce, anch’esse molto stilizzate. Tipica è anche la bordura a cartigli dal profilo angolare, a colori alternati, che contengono al loro interno un motivo solitamente denominato «palmetta a scudo», generato dall’accostamento di due paia di foglie biforcute a formare un esagono. In alcuni casi, negli esemplari ritenuti più antichi, i cartigli angolari sono alternati a stelle ottagonali. Invece negli esemplari più tardi, il motivo della «palmetta a scudo» appare più schematico e degenerato, fino a perdere le foglie biforcute e a presentare semplici losanghe o motivi astratti che sembrano richiamare uno stile arcaico e tribale. Lo studio di tali dettagli del disegno permette di stabilire una cronologia tra i vari esemplari, probabilmente prodotti dall’inizio del XVII fino a tutto il XVIII secolo. 

Va rilevato come, secondo studi recenti1, il disegno di questi piccoli tappeti sia da un lato derivato da quello dei preziosi velluti serici (çatma) prodotti presso la corte ottomana di Istanbul fin dal Cinquecento, mentre dall’altro abbia generato una produzione di tappeti più recente e più commerciale nella seconda metà del XIX secolo, con i cosiddetti Kiz Bergama, che presentano un impianto analogo a quello dei Transilvania, sebbene molto degenerato. I tappeti come questo si possono considerare quindi il trait d’union tra la produzione aulica della corte del Cinquecento e quella commerciale otto-novecentesca. Si conoscono molti altri esemplari con lo stesso impianto decorativo, la gran parte dei quali si conservano proprio in Transilvania e mostrano diverse varianti cromatiche. Uno tra gli esemplari provenienti dalle chiese della Transilvania, oggi conservato al Museo d’Arti Applicate di Budapest, è quasi identico a quello Cerruti2. Questo tappeto dal disegno molto equilibrato e ben proporzionato è di buona epoca, anche se non appartiene al gruppo più antico. La bordura, accompagnata da due cornici minori bianche con piccole rosette policrome, è perfettamente centrata, così come la losanga interna di un raro colore verde bottiglia, che contrasta con l’azzurro dei cantonali. 

Alberto Boralevi 

 

1 Si veda A. Boralevi, Western Anatolian Village rugs and Ottoman silk textiles, in Istanbul 2007. 

2 È pubblicato in Batari 1994, p. 136, n. 46.