Theatrum Statuum Regiae Celsitudinis Sabaudiae Ducis.
Willem e Joan Blaeu
Apud Hæredes Ioannis Blaeu
Amsterdam
1682
2 voll. in-folio (580 x 380 mm)
Inv. 0720
N. Catalogo A644
Descrizione
Provenienza
Il Theatrum Sabaudiae, notissimo nella storiografia sul ducato di Savoia e negli studi sull’editoria olandese del Seicento, è fra le opere più esemplificative del valore politico acquisito dalla cartografia in età moderna1.
Avviatane la confezione a partire dal 1660 per iniziativa del giovane duca Carlo Emanuele II, ancora sotto la tutela della madre reggente Cristina di Francia, su sollecitazione della tipografia Blaeu, esso resta quale monumento della volontà di autorappresentazione di un dominio aspirante al titolo regio e desideroso di mostrarsi alle potenze europee in tutta la sua popolosa e ordinata maestosità. Il principe aveva aderito con entusiasmo all’invito di Joan Blaeu di partecipare con le vedute di alcuni dei maggiori centri urbani piemontesi a un Teatro delle città più principali d’Italia2. Ben presto, però, anche per via dei ritardi nella consegna delle mappe sabaude, il duca e lo stampatore cartografo compresero il potenziale d’immagine ed economico derivante da una raccolta esclusivamente dedicata al ducato di Savoia del cui sovrano si sottolineò poi, con il titolo scelto nel 1682 per l’uscita editoriale, l’attributo regale.
La storia della committenza e della lunga, meticolosa gestazione del Theatrum consente di osservare le pratiche e le esigenze di realizzazione di un prodotto di tale rigorosa fattura3. Furono infatti chiamati a lavorarvi non solo i cartografi, i vedutisti, i topografi, i pittori e gli incisori migliori, a partire da Tommaso Borgonio e Giovenale Boetto, ma furono coinvolte in prima battuta le amministrazioni municipali delle città e dei luoghi da raffigurare, in un concorso orgoglioso di spese e di impegno da parte di molte maestranze e competenze locali.
Composto da due volumi, il Theatrum consta di 145 tavole, non tutte firmate. Il primo volume ne contiene 71, a partire dall’Allegoria del Piemonte, virile guerriero assiso sulle sponde del Po, e dalla grande Carta geografica del Piemonte di Borgonio, fino ai principali «loca viciniora» della provincia di Torino. La capitale, degna della maggior attenzione, è ritratta per il tramite di 34 tavole. Nel secondo volume fanno la loro comparsa tutte le altre province e città del ducato per un totale di 74 tavole precedute dall’Allegoria della Savoia eponima della dinastia: dalla regione transalpina si parte per percorrere buona parte del territorio piemontese compreso il Nizzardo e una parte del Monferrato ottenuto dopo la pace di Cherasco del 1631.
Ogni pianta e ogni veduta a volo d’uccello, questa la tipologia più rappresentata fra le incisioni del Theatrum, è preceduta da un testo descrittivo contenente la storia del luogo con riferimento agli edifici e agli spazi principali. Apparati, questi, che assumono un valore ben altro che meramente illustrativo e servono semmai a porre l’accento sulle caratteristiche identitarie della regione4.
Quando fu licenziato dai torchi olandesi, era reggente la seconda Madama Reale Giovanna Battista di Savoia-Nemours e duca il figlio Vittorio Amedeo II, i quali vollero proseguire con determinazione l’impresa nonostante i costi elevati e la difficoltà di saldare la spesa dei 50 esemplari tirati (nel 1692 le parti si accordarono finalmente per un esborso di 600 pistole, equivalenti a 10.610 lire). Si trattava di comparire sulla scena internazionale dominata ormai dalla Francia di Luigi XIV non mancando, com’è noto, di esaltare, abbellire e talora integrare l’aspetto reale delle città e dei siti di rappresentanza (è risaputo, ad esempio, che la Vigna di Madama Reale, corrispondente alla tav. 32, compaia secondo un sontuoso progetto mai portato a termine)5. Anche per questo, oltre che per l’ambizione al titolo regio che avrebbe coronato i successi del duca solo nel 1713, lo storico Luigi Firpo parlò autorevolmente di «immagini di un regno sognato»6.
Blythe Alice Raviola
1 Si veda l’importante edizione in 2 voll. a cura di L. Firpo promossa dall’Archivio storico della Città di Torino nel 1984, con particolare riferimento ai contributi di A. Peyrot, Le immagini e gli artisti, vol. I, pp. 19-60, e vol. II, pp. 7-21, e di I. Massabò Ricci, R. Roccia, La grande impresa editoriale, vol. II, pp. 63-92.
2 Si veda Moorman 2015, pp. 70-79.
3 Si veda P. Sereno, P. Pressenda, M. L. Sturani, Re-interpreting a Monumentum cartographicum: the Theatrum Sabaudiae as a part of a representation system celebrating the sovereign’s power upon the land, in Theatre Of The World 2015, p. 124; e ancora Moorman in corso di stampa.
4 M. L. Doglio, Le relazioni come documento letterario, in Firpo 1984, vol. II, pp. 23-36.
5 Si veda Griseri 1988, pp. 153 e sgg.
6 L. Firpo, Immagini di un regno sognato, in Firpo 1984, vol. I, pp. 9-14.


