Tavolino a vassoio

Terzo quarto del XVIII secolo
77,5 x 57 x 49 cm


Inv. 0261
N. Catalogo A245


Descrizione

Si distingue dagli esemplari noti di questi tavolini torinesi per il corposo intaglio a foglie, fiori e intagli a «C» della cintura, improntato alla dissimmetria anziché alla consueta specularità. Da notare i mascheroni angolari, il grande cespo sulla tablette della crociera e, tra i particolari dell’intaglio, il capriccioso svolazzo del cordone discendente dal ginocchio dei sostegni. 

Colpiscono le dimensioni ridotte del vassoio: solitamente esse concordano con la massima divaricazione dei sostegni mentre qui appaiono fuori proporzione. Anomalo anche il tema delle figurette applicate al vassoio, di carattere sacro, con l’incoronazione di Maria al centro: in genere i soggetti erano di paesaggio o galanti o di ispirazione cinese. Si tratta dunque di un piano non originale. I tavolini a vassoio di questo tipo costituiscono una delle espressioni più piacevoli del Rococò torinese, che gioca le sue carte sull’intaglio e trae partito da mezzi «poveri» per raggiungere una notevole classe, usando spesso le policromie con dorature limitate, e le stampe ritagliate (prodotte nel XVIII secolo su larga scala, per esempio dai veneti Remondini). Per questo nella «Mostra del Barocco Piemontese» del 1963 Vittorio Viale ne volle esposti in buon numero1. Un esemplare di elevata qualità è quello appartenuto alla collezione di Giuseppe Rossi2, con belle e grandi raffigurazioni sul vassoio. Notevoli i tre pubblicati dallo scrivente nel 20103 e quello del Museo Accorsi-Ometto, a lambelli rossi e gambe dorate4. Un altro ancora, che faceva parte degli arredi del Palazzo Valperga di Masino a Torino ed è ora in collezione privata, appare già improntato alla compassata raffinatezza del Neoclassicismo5. La maggior parte di questi fragili arredi di servizio arrivati fino a noi dalle case aristocratiche torinesi esprime un’aggraziata efficacia decorativa non lontana dai tavolini e dai guéridon veneziani (di questi ultimi è presente nella Collezione Cerruti una bella coppia, in legno naturale, con grande valva di conchiglia, si veda n. 3, p. 1006). 

Roberto Antonetto 

 

1 Viale 1963, vol. III, tavv. 84-89. 

2 Sotheby’s, Londra, The Italian Furniture. From the Estate of the late Giuseppe Rossi, 10 marzo 1999 (vol. I, lot. 1, pp. 16-17); poi in Christie’s, New York, Important European Furniture, Works of Art, Ceramics, Tapestries and Carpets, 18 maggio 2006 (lot. 809). 

3 Antonetto 2010, vol. II, pp. 235 sch. 18, 236 sch. 19, 238 sch. 21. 

4 Id. 1985, pp. 178-179. 

5 Più volte pubblicato, da ultimo in Venaria 2018, pp. 241-242, sch. 29.