Tappeto Kashan
XIX secolo
Vello in lana o in seta o in lana e seta su trama e ordito in cotone, nodo asimmetrico
190 x 125 cm
Inv. 0780
N. Catalogo A703
Kashan è un’antica città della Persia centrale, attiva sin dal XVI secolo nelle tessiture seriche e poi specializzatasi nell’Ottocento nella produzione di tappeti annodati, anche in lana, di grande finezza e altissima qualità. In collezione Cerruti sono conservati otto tappeti Kashan. Il primo e più antico di questi (N. Cat. A698) risale all’inizio del XIX secolo ed è finemente tessuto in lana, con dettagli in seta e con un disegno di derivazione classica safavide, con vasto repertorio floreale e molte figure di animali. Gli altri tappeti, alcuni molto grandi e uno con il vello interamente in seta (N. Cat. A703), appartengono al gruppo dei Kashan più fini e pregiati, noti come «Mohtashem». In realtà, questo termine fa riferimento al nome di un mitico maestro tessitore di Kashan, la cui esistenza è stata tuttavia messa in discussione, anche se si conoscono almeno un paio di esemplari con la firma di Hajji Mullah Muhammed Hasan Mohtashem1. Si ritiene che i tappeti di questa manifattura siano stati tessuti tra il 1882 e il 1914 e che, in seguito, l’attività dell’atelier si sia protratta per qualche decennio. Per tale ragione, si parla anche di Mohtashem padre e Mohtashem figlio. I tappeti di questo gruppo sono tutti tessuti molto finemente e con disegni estremamente ricchi ed elaborati. Alcuni esemplari sono interamente in seta, mentre altri in lana possono avere gli orditi in seta e la trama di colore azzurro. Un dato caratteristico dovrebbe essere anche la rifinitura originale delle cimosse laterali in seta di colore rosso porpora. Il tappeto A702 della Collezione Cerruti è l’unico che rechi un cartiglio con iscrizione, nella quale però non si fa riferimento al maestro tessitore, ma al committente: «A. Muhammad Hussein, mercante di Kashan», che sembra sia stato un noto personaggio della fine dell’Ottocento.
Alberto Boralevi
