Secrétaire

Jean-François Leleu (attribuito)

Parigi

1770-1780
150 x 45 x 114 cm


Inv. 0248
N. Catalogo A237


Descrizione

Provenienza

Secrétaire con struttura in legno di rovere lastronata a specchiature di bois satiné entro cornici in bois de violette a spine contrapposte, montanti arrotondati, piedi lievemente incurvati a sciabola. Guarnizioni in bronzo dorato, di misurato ma elegante impatto visivo, sono distribuite sul secrétaire. Frontalmente e sui fianchi corre un fregio a corridietro, intreccio di cerchi maggiori e minori centrati da rosoni e rosette, con elementi fogliacei di riempimento in corrispondenza degli anelli minori. Lo stesso tema, in versione piccola e senza motivi vegetali, corre a mezz’altezza. Le due sezioni orizzontali della fronte, abattant e sportelli, sono inquadrate da cornici bronzee lisce rientranti angolarmente alla greca, con quattro rosoni. Ai montanti anteriori, le chutes a serti di alloro e triglifi recanti nelle scanalature motivi en asperges si trovano identiche in altri arredi di transizione al neoclassico o di pieno neoclassico. Li usò per esempio Dubois (René) in una commode pubblicata dal Pradère1 e in un’altra presente in asta Sotheby’s New York del 24-25 ottobre 20022: in quest’ultima si rileva non solo un apparato bronzeo molto simile, ma la stessa concezione ebanistica a grandi superfici di satiné, al punto che il comò Sotheby’s e il secrétaire Cerruti sembrano nati per stare insieme. Da notare infine, ai piedi del secrétaire, i bei calzari fogliacei, ancora nettamente rococò. Risulta che l’arredo fece parte della collezione di Florence J. Gould3

Jean-François Leleu (maître nel 1764) nacque a Parigi nel 1729 e a Parigi fece il suo apprendistato presso Jean-François Oeben, i cui modi si colgono nelle sue prime opere. Quando il grande maestro morì prematuramente nel 1763, Leleu sperò di raccoglierne la successione, ma ebbe la peggio nei confronti di Jean- Henri Riesener, futuro dominatore dell’arte del mobile neoclassico, il quale si aggiudicò la bottega con tutte le sue regali commissioni e per di più riuscì a sposare la vedova di Oeben. Leleu divenne maître ébéniste nel 1764 e avviò una bottega in proprio, ma non perdonò il rivale e ancora due anni dopo la delusione subita, nel 1765, arrivò ad aggredirlo fisicamente a pugni in faccia: lo si legge nella denuncia fatta da Riesener all’autorità giudiziaria. Perdute a vantaggio di Riesener le commissioni della Corona che erano state di Oeben, Leleu seppe elaborare uno stile personale mediamente meno opulento in termini di marqueterie, ma originale e unito a una tecnica impeccabile, che ebbe successo. Negli anni settanta fu l’ebanista ufficiale del principe di Condé per il Palais Bourbon, in un ciclo di opere emblematiche del più avanzato stile neoclassico, pagate l’astronomica cifra di 60.000 lire. Fra i suoi clienti illustri e ricchi, il marchese di Laborde4, banchiere di corte. Più volte nelle sue creazioni Leleu rinunciò alla marqueterie in favore del placage sfruttando le capacità espressive di legni nobili selezionatissimi, come il satiné, l’amaranto e il bois de rose, disposti sapientemente in estese specchiature o in raggere o en ailes de papillon e nobilitati da notevoli bronzi5. Anche le sue creazioni meno sofisticate in termini ebanistici, come il presente arredo, presentano una peculiare eleganza. Dal 1780 Leleu associò al suo atelier il genero Charles-Antoine Stadler, che ne fu il successore quando morì nel 1807, all’età di 78 anni, senza aver risentito più di tanto dei capovolgimenti causati dalla Rivoluzione. 

Roberto Antonetto 

 

1 Pradère 1989, p. 302, fig. 338. 

2 Sotheby’s, New York, Important French & Continental Furniture & Decorations, European Works of Art, Ceramics, Tapestries & Carpets, 24-25 ottobre 2002 (lot. 1204). 

3 Florence La Caze (1895-1983), terza moglie dell’industriale e collezionista statunitense Frank Jay Gould (1877-1956), protagonista della vita mondana della Costa Azzurra negli anni trenta del Novecento, animatrice di un salotto letterario frequentato da Fitzgerald, Gide, Cocteau, Dalí. 

4 Si vedano Verlet 1982, p. 157; Kjellberg 1989, pp. 505-520; Pradère 1989, pp. 333-342. 

5 Esemplari quelli del bureau plat proveniente dalla Collezione Flahaut presentato in asta Christie’s, Londra, 11 giugno 1992 (lot. 61). 

Fig. 1. L’estampille del secrétaire a confronto con quella codificata, come pubblicata da Pierre Verlet.