Paiola
Gabriel Marcello Giuliano
1770-1775 c.
Argento sbalzato, cesellato e inciso
12,5 x 28 cm;
diam. 16 cm;
peso 790 g
Inv. 0470
N. Catalogo A415
Descrizione
Provenienza
Bibliografia
La paiola (in francese écuelle, da cui il termine «scudella» con cui è spesso nominata negli inventari dell’epoca), o tazza puerperale, era il dono prezioso che il marito faceva alla moglie quando, dopo il parto, ella poteva ristorarsi bevendo un brodo. L’esemplare in questione ha il coperchio diviso da nervature a spirale in quattro scomparti, che contengono foglie disposte a ventaglio e fiori, con un carciofo come pomolo. Le prese traforate alternano volute rocaille a fiori e roselline. Il punzone con la croce di San Maurizio tra due foglie di palma e le iniziali GG riconduce l’oggetto all’argentiere Gabriel Marcello Giuliano, nominato maestro orafo argentiere nel 1760 e proveniente da un’affermata famiglia di orefici attivi fin dagli anni venti del Settecento1.
Allievo del padre Giovanni Battista e dello zio Giuseppe Giuliano, ne mantenne il marchio, facilitato dal fatto che le sue iniziali coincidevano con quelle di entrambi i predecessori. La sua produzione fu molto apprezzata, tanto che nel 1780 ebbe l’onore di poter esporre le armi regie fuori dalla bottega. Dai censimenti della popolazione torinese, Giuliano risulta ancora in attività nel 1793; di lui ci rimangono una coppia di zuppiere tonde, diverse paiole e zuccheriere2, e un corredo di eleganti cartegloria, oggi conservato al Museo Diocesano di Torino3, proveniente dalla chiesa collegiata di San Lorenzo Martire a Giaveno, istituzione per la quale l’orefice risulta aver lavorato più volte tra gli anni sessanta e ottanta del secolo. Perduti risultano invece gli oggetti realizzati per la chiesa del Corpus Domini di Torino nel 1771, come anche l’ostensorio a raggiera con la figura dello Spirito Santo e l’Incoronazione di Maria Santissima, realizzato nel 1777 per la chiesa dello Spirito Santo di Susa, trafugato dai francesi nel 17994. Oltre al punzone dell’argentiere Giuliano, la paiola, elegante e raffinata, presenta i marchi di assaggio e controassaggio di Carlo Micha, attivo dal 1759 al 1787. Si può ipotizzare una datazione dell’oggetto intorno al 1770-1775, sulla base delle analogie con una paiola col pomolo a forma di foglia di palma collocata intorno al 17655, rispetto alla quale però l’andamento risulta più mosso, con un’accentuata tridimensionalità della decorazione e le prese traforate. La linea alleggerita la rende simile anche alle tazze da puerpera attribuite a Giovanni Giuseppe Valle, attivo fino al 17936.
Clelia Arnaldi di Balme
1 L. Mana, a cura di, Elenco biografico degli argentieri presenti in questo volume, in Torino 2012, p. 232.
2 Fina 2002, pp. 77-81.
3 N. Maffioli, cat. 44, in Cervellin, Maffioli 2011, pp. 126-127.
4 M. P. Ruffino, cat. 26, in Bertolotto, Amprino 1998, pp. 104-105.
5 Fina 2002, p. 78.
6 Ibid., in particolare a quella di p. 117, da datare intorno al 1775.
Fig. 1. Punzoni di assaggio, controassaggio e marchio dell’argentiere.

