Opera per Antonium Goveanum castigata
Publius Vergilius Maro
Sebastian Gryphius
Lione
1545
8vo (177 x 113 x 30 mm)
Inv. 0546
N. Catalogo A607
Descrizione
Questa legatura fu realizzata a Roma da Marcantonio Guillery per Giovanni Battista Grimaldi intorno al 1545.
Dalla metà dell’Ottocento, studiosi e appassionati hanno azzardato varie ipotesi sul proprietario dell’impresa con Apollo e Pegaso. Le possibili attribuzioni erano per lo più assurde o fantasiose, ma sono anche stati fatti nomi plausibili, come Demetrio Canevari e Pier Luigi Farnese. Solo nel 1975 Anthony Hobson ha pubblicato la sua ricerca, più solida di quelle dei suoi predecessori, dimostrando che il vero proprietario dell’impresa era un patrizio genovese, Giovanni Battista Grimaldi, figlio di Geronimo Grimaldi e Francesca Cattaneo1.
Giovanni Battista nasce nel 1524, o poco prima, visita Roma nel 1543 e nel 1544 e qui incontra prima l’umanista e scrittore Claudio Tolomei e poi Jacopo Bonfadio, due personaggi di spicco che avranno grande influenza sulla sua formazione. Giovanni Battista è ricco e colto e raccoglie una vasta biblioteca privata, stimata in circa 200 volumi, che conserva in parte nella sua casa di via San Luca a Genova in parte nella magnifica villa, sul fiume Bisagno, progettata da Galeazzo Alessi. I 144 volumi oggi noti, decorati con il medaglione di Apollo e Pegaso, sono stati tutti rilegati a Roma e probabilmente acquisiti in lotti tra il 1544 e il 1548.
La letteratura classica, la poesia e la storia italiana costituiscono la parte principale della collezione, che contiene anche libri sull’agricoltura, sull’arte della guerra, sui cavalli, sul governo di una repubblica, sull’alchimia, sulle antichità romane, sul duello, nonché alcuni romanzi. Giovanni Battista sposa Marietta Negroni e con lei ha cinque figlie e tre figli. Pur essendo di professione banchiere si occupa anche di politica e nel 1591 viene eletto senatore. Era ancora vivo nel 1610, ma probabilmente muore subito dopo, poiché nel 1612 uno dei suoi libri entra in possesso del nipote.
I libri della sua collezione sono rilegati da tre diversi Maestri. Il volume qui descritto è opera di Marcantonio Guillery, nato probabilmente intorno al 1510, figlio dello stampatore e libraio Étienne Guillery. Quest’ultimo era originario di Lunéville e all’inizio del secolo si era stabilito a Roma, dove tra il 1506 e il 1524 aveva stampato ventisette libri. Nel 1558 Marcantonio pubblica un libro stampato dal tipografo Valerio Dorico e nel 1562 è attivo come libraio presso la Torre dei Mellini. Era sia libraio che legatore, o almeno sembra che si sia servito sempre del medesimo artigiano. Gli strumenti utilizzati per le legature della sua bottega si riconoscono sui libri stampati principalmente tra la metà degli anni quaranta e la metà degli anni sessanta del Cinquecento. Nell’Italia di quel periodo era normale farsi rilegare i volumi dal libraio presso il quale li si acquistava, infatti tutti e tre i Maestri che rilegavano i libri di Grimaldi erano anche librai. Dei 94 volumi di cui si occupò Marcantonio o il suo legatore di fiducia, 38 erano stati stampati all’estero, molti erano edizioni in ottavo dei classici della stamperia lionese di S. Gryphius. Giovanni Battista Grimaldi fu il cliente più assiduo di Marcantonio Guillery, il quale si occupò anche di alcuni volumi di Apollonio Filareto e di papa Giulio III.
Mirjam Foot
1 Hobson A. 1975.

