Odyssea ad verbum translata, Andrea Divo Iustino politano interprete

Omero

Christian Wechel
Parigi


1538
8vo (175 x 112 x 34 mm)


Inv. 0520
N. Catalogo A464


Descrizione

Provenienza

Omero, Odyssea ad verbum translata Andrea Diuo Iustino Politano interprete, C. Wechel, Parigi, 1538

Come le legature di Jean Grolier, anche quelle di Thomas Mahieu, di cui in Collezione Cerruti sono conservati due esempi oltre al presente volume (si vedano Fig. 1 e Fig. 2), recano impressi sulle coperte il nome e il motto del loro proprietario. I due bibliofili inoltre utilizzano entrambi la forma latina del proprio nome, seguita dalle parole «et amicorum». Jean Mahieu, che a Milano lavora sotto la direzione di Grolier, potrebbe essere il padre di Thomas. Grolier conosce Thomas a Parigi e gli dona almeno quattro volumi esercitando su di lui una profonda influenza. Non a caso Mahieu affida l’incarico di far legare la sua notevole collezione di libri ad alcune delle botteghe parigine frequentate da Grolier. Mahieu usa due diversi monogrammi: un semplice «TDM» (Thomas de Mahieu o Dominus Thomas Mahieu) e uno più complesso, contenente le lettere «AEGHIMNOPRSTV» che compongono il suo nome e il suo motto «Ingratis servire nephas». L’altro suo motto, «Inimici mei mea mihi (o michi) non me mihi (o michi)» (I miei nemici mi hanno tolto i miei averi, non me stesso) è il più tardo tra i due. Entrambi rispecchiano lo stato d’animo di un uomo deluso se non addirittura amareggiato.  

Fig. 1. Giovanni Tritemio [Johannes Tritheim], Compendium sive breviarium primi voluminis annalium sive historiarum

Nel 1547 Thomas Mahieu diventa Conseiller-sécretaire du roi e due anni dopo è nominato Premier sécretaire des finances della regina Caterina de’ Medici. Tra il 1552 e il 1554 il suo nome compare in diversi libri come titolare del privilegio reale. Intorno al 1559 si dimette dal suo incarico presso la regina e nel 1562 diviene segretario del futuro Enrico III. Allo stesso tempo è nominato Trésorier de France e Général des finances per la Languedoil, carica che perde nel 1571-1572. Dai documenti dell’epoca risulta ancora in vita nel 15881. Si stima che la sua biblioteca contenesse circa 113 libri, che furono legati a Parigi da almeno quattro diversi Maestri2. Due delle legature in Collezione Cerruti sono decorate con ferri precedentemente attribuiti a Claude de Picques3. Mentre i ferri pieni sono stati poi assegnati al libraio e legatore Jean Picard (1540-1547 c.), le legature caratterizzate (principalmente) da ferri tratteggiati sono ora attribuite a Gommar Estienne.

È possibile che Picard abbia rilegato il Dionigi di Alicarnasso prima del 1547, ma se la legatura è avvenuta dopo questa data è probabile che entrambe le opere sopra descritte siano state eseguite da Gommar Estienne. Per quanto riguarda l’Omero del 1538, è stato quasi certamente legato da lui. La terza legatura qui descritta è interamente decorata con linee e sgorbie, senza l’uso di strumenti di finitura incisi con un motivo caratterizzante. Mahieu possedeva almeno trenta legature decorate soltanto con linee e sgorbie, ma poiché stili e disegni sono facilmente riproducibili, le attribuzioni basate esclusivamente su criteri stilistici sono troppo aleatorie per poter essere considerate valide. 

Mirjam Foot 

 

1 J. Veyrin-Forrer, Notes sur Thomas Mahieu, in Rhodes 1994, pp. 321-349.

2 Foot 1978-2010, vol. I, pp. 183-191.

3 Nixon 1965.

Fig. 2. Dionigi di Alicarnasso, Antiquitatum sive originum Romanarum libri XI