Madonna con Bambino e san Giovannino
Giovanni Agostino Ratti
1728
Maiolica
diam. 21 cm (32 cm con cornice)
Inv. 0880
N. Catalogo E28
Descrizione
Tondo con raffigurazione della Vergine che tiene un libro con la sinistra, mentre il piccolo san Giovanni regge la croce e bacia un piede di Gesù Bambino. Esiste l’acquaforte corrispondente, con l’aggiunta della presenza di san Giuseppe, presso il Gabinetto Nazionale delle Stampe di Roma, firmata «Joan. August. Ratti inv. et f.»1. L’invenzione del soggetto va dunque riferita all’artista, che si ispira a opere di Guido Reni e Carlo Maratta. Rispetto all’incisione, che andrà dunque verosimilmente anticipata agli anni venti, la raffigurazione su maiolica è realizzata in controparte e con alcune varianti: l’omissione della figura di san Giuseppe, la Vergine che regge un libro aperto anziché un lembo del manto, l’inserimento di un grande vaso da fiori e della ricca decorazione scolpita sul mobile in primo piano. Ratti, dopo un apprendistato a Roma nella bottega di Benedetto Luti, dove apprese oltre alla pittura anche la tecnica incisoria, rientrò a Savona nel 1720 e fu attivo sia come pittore di tele che come frescante, a Torino, nel Savonese, a Genova e a Casale Monferrato. Si dedicò anche alla pittura su maiolica: ne sono testimonianza alcune maioliche firmate, datate tra il 1720 e il 17522: un’alzata dedicata a Luti, con La toeletta di Venere (1720, Berlino, Kunstgewerbemuseum); una seconda con Il ratto di Europa (1721, Savona, Museo della Ceramica); una terza, in monocromia blu, con scena tratta da una pulcinellata di Pier Leone Ghezzi (1721, Torino, Palazzo Madama); due tondi con gli evangelisti Marco e Luca (1728, Torino, Palazzo Madama); una targa ovale, in monocromia blu, riproducente La belle jardinière di Raffaello (1751, Londra, British Museum, a cui vanno accostate una seconda versione presso i Musei Civici di Genova e una Piccola sacra famiglia, non siglata, ma anch’essa di derivazione raffaellesca). Si ha notizia di altre due targhe firmate e datate (1724 e 1752), già esposte alla «Mostra di arte antica» di Genova del 1892 e oggi non reperibili.
Cristina Maritano
1 Buscaglia 2004, p. 204, cat. I 19.
2 Ibid., pp. 236-242; R. Collu, Modelli iconografici da stampe nella ceramica ligure: l’esperienza di Gio Agostino Ratti, in Chilosi 2011, pp. 182-187; C. Chilosi, Note su Bartolomeo Guidobono e Gio Agostino Ratti innovatori nella maiolica ligure, in Anversa, Maritano 2020, pp. 174-184.
Fig. 1. Il retro della maiolica.

