Madonna col Bambino
Arte popolare
Fine XVI-prima metà XVII secolo
Legno intagliato, dipinto e dorato
69,5 x 27x 18 cm
Anno di acquisizione ante 1983
Inv. 0679
N. Catalogo A593
È forse questa la più enigmatica tra le sculture della raccolta Cerruti. Non aiuta nella decifrazione dell’intaglio lo stato in cui è pervenuto: distrutto nella parte inferiore dall’azione degli insetti xilofagi; mutilo sia del braccio destro della madre che di quello del figlio; con l’intera superficie devastata da abrasioni e fori di sfarfallamento di insetti. Quanto all’originaria policromia, essa è ridotta a rare tracce di colore e d’oro, distribuite soprattutto sul viso della Vergine e sul suo abito. E tuttavia non è solo lo stato di conservazione a rendere ostica l’interpretazione critica dell’opera, il cui fascino paradossalmente risiede più nella sua natura di relitto, di idolo senza tempo, che nelle sue intrinseche qualità artistiche, a dire il vero molto modeste. La qualità primitiva dell’intaglio, evidente nella manona inarticolata di Maria o nei lineamenti appena accennati dei due protagonisti, fa propendere per un prodotto connesso alla devozione popolare. L’immagine, perfettamente frontale, semplificata al massimo, si direbbe in particolare ispirata a un prototipo sul tipo della celebre Madonna di Loreto (o di altre, analoghe sculture trecentesche, venerate come miracolose in molti centri d’Europa). Il modo in cui è reso nel nostro caso il corto velo plissettato che copre il capo di Maria, al di sotto della corona, richiama da vicino la «Krusele», un accessorio caratteristico delle Madonne d’area germanica, e principalmente tirolese, tra la metà del xiv e i primi decenni del secolo successivo. Tale arcaico attributo contrasta peraltro, nell’esemplare Cerruti, col curioso soprabito, di foggia quanto mai insolita e munito di fermagli alle maniche. L’impressione è dunque quella di un prodotto cinque o seicentesco a carattere eminentemente devozionale, forse connesso a uno specifico luogo di pellegrinaggio.
