La légende de l'aigle.
Georges d' Esparbès
Collection des Dix
Parigi
1902
in-folio (599 x 430 x 52 mm)
Inv. 0729
N. Catalogo A653
Descrizione
Georges d’Esparbès, La légende de l’aigle, Librairie de la Collection de Dix, P. Renouard, Parigi, 1902
Questa legatura fu realizzata da Jean Marius-Michel nel 1912.
Marius-Michel, uno dei più grandi, forse il più grande decoratore dell’Ottocento, apre la sua bottega in rue Salle-au-Comte nel 1849; successivamente si trasferisce in rue Dauphine e poi in rue Jacob. La sua fama di decoratore gli procura commesse da parte di numerosi illustri rilegatori, attivi tra il 1849 e il 1876. Marius-Michel lavora dalle dodici alle quattordici ore al giorno, realizzando principalmente dei pastiches di legature decorate più antiche. Suo figlio Henri-François-Victor Michel (che in seguito avrebbe assunto il nome d’arte di Marius-Michel) nasce a Parigi il 28 dicembre del 1846. È considerato il più grande rilegatore della fine dell’Ottocento e dei primi del Novecento. Nel 1862, all’età di sedici anni, comincia a lavorare dal padre come apprendista e nel 1876 ne diventa socio presso la bottega di rue du Four 15, adottandone il nome. A quella data venti di novità soffiano nel mondo della legatoria. Stanchi delle imitazioni, i rilegatori parigini iniziano a servirsi di propri decoratori (non più di Marius-Michel padre, morto nel 1890). Il giovane Michel si accosta alla professione con molto spirito d’iniziativa e un vero temperamento artistico. Sa disegnare, scrive e compie ricerche. Disinteressato al pastiche, elabora un nuovo stile (che definiremmo oggi art nouveau). Usa i pellami migliori, lasciandoli al naturale invece di levigarli fino a renderne invisibile la grana come era stato costume fino ad allora. All’Esposizione del 1878 vince una medaglia per le sue legature ornamentali, caratterizzate da una vivace ed estesa decorazione floreale e a mosaico, ottenuta con l’uso di sgorbie e inserti, che occupa l’intera superficie delle coperte. Le sue legature sono considerate opere d’arte e non semplice artigianato. I suoi intrecci di rami e fiori non sono simmetrici, spesso infatti a metà o a un quarto delle coperte decorate, gli stessi motivi vengono invertiti. Per quanto si tratti di lavori impeccabili, dalla finitura perfetta, il successo su larga scala arriva solo con il tempo.
A partire dal 1885, Marius-Michel può realizzare il suo sogno di disegnare nuove legature per edizioni speciali di pregio, destinate a collezionisti privati. Per ottenere effetti a rilievo, utilizza del cuoio inciso e stampato. Sulle sue doublures figurano spesso grandi motivi floreali e a mosaico, e arabeschi. A Marius-Michel si devono anche legature più commerciali. Nel 1880 pubblica un volume sulla storia della legatura francese, seguito l’anno successivo da un libro sulla legatura commerciale1. All’Esposizione del 1900 viene insignito del Grand Prix e nominato Cavaliere della Legion d’onore. A partire da questa data i suoi disegni diventano più allegorici ed emblematici, senza nessun rapporto con il testo. Dopo la fine della Prima guerra mondiale, segnata da un rallentamento dell’attività, Marius- Michel si ammala e, non potendo più svolgere il lavoro manuale, si affida al suo allievo prediletto, George Cretté, che in seguito rileverà la bottega. Muore nel 1925 all’età di 79 anni, dopo aver lasciato un’impronta indelebile sulla legatura moderna. Nel 1927 a Parigi, in occasione di una retrospettiva in suo onore al Petit Palais, furono esposte ben 129 legature da lui realizzate2.
Il barone Joseph Raphaël Vitta, primo proprietario del volume, apparteneva a una famiglia di banchieri del Piemonte. Era nato a Lione nel 1860 e morì a Breuil nel 1942. È stato banchiere, bibliofilo e collezionista d’arte, in particolare di pittura francese del Sette e Ottocento. Nel 1897 fece decorare la sua villa di Evian dai migliori artisti dell’epoca. Insignito del titolo di Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia, è stato un grande benefattore dei musei di Nizza, Parigi e Lione cui ha donato numerosi importanti dipinti. Sua moglie, Malvina-Marie Bléquette (nata nel 1881) morì sei anni dopo di lui.
Mirjam Foot
1 La Reliure française depuis l’invention 1880; La reliure française commerciale et industrielle [1881].
2 Devauchelle 1959-1961, vol. III, pp. 45-48, 75-92, 144-148; B. D. Maggs, in New York 1999, n. 93 (con l’immagine di un’altra legatura appartenuta al barone Vitta).



