Geographicae enarrationis libri octo

Claudius Ptolemaeus

Melchior e Gaspar Trechsel
Lione


1535
in-folio (426 x 303 x 55 mm)


Inv. 0740
N. Catalogo A664


Descrizione

Claudius Ptolemaeus, Geographicae enarrationis libri octo, tradotto da Wilibald Pirckheimer, curato da Michael Villanovanus [Servetus], Melchior e Gaspar Trechsel, Lione, 1535

Il prestigioso volume è l’«Editio Prima Serveti», ossia la prima edizione con il commento di Michele Serveto (1511- 1553) della celeberrima Geografia di Claudio Tolomeo (100-178 d.C.). Il magnifico atlante è diviso in tre parti. Nella prima, il testo comprende la nuova traduzione latina dell’umanista Wilibald Pirckheimer (1470 - 1530) pubblicata anche nell’edizione precedente dell’opera del 1525 e qui con il commento di Serveto, il quale era già sospettato di eresia e pertanto costretto a usare lo pseudonimo «Michel de Villeneuve», adottato per le sue opere antitrinitarie. Serveto era un anatomista di primaria importanza oltre che geografo: la sua descrizione della circolazione polmonare del sangue, ad esempio, precedette di molto quella di William Harvey, ma godette di poco riconoscimento poiché le sue opere furono distrutte dopo la condanna per eresia. La seconda parte del volume contiene tutte le mappe e la terza e ultima è costituita da un indice completo. 

Le suggestive carte geografiche xilografate sono state create da Laurent Fries (1485-1532) il quale, per la maggior parte di esse, ridusse di dimensioni le mappe equivalenti pubblicate nell’edizione della Geografia di Waldseemüller del 1513. Fries approntò anche tre nuove mappe per il suo atlante: la nuova mappa del mondo «Orbis Typus Universalis» con le informazioni geografiche acquisite dalla grande carta del mondo di Waldseemüller del 1507 (dove per la prima volta il nome «America» è menzionato in un atlante di Tolomeo), quella del sud-est asiatico e la carta della Cina, con queste ultime che sono le prime mappe individuali di tali regioni mai stampate. I blocchi di legno serviti per incidere le carte furono usati per la prima volta da Fries nel 1522. Tra le tavole del volume, 27 risalgono alla concezione geografica di Tolomeo e mostrano la geografia del mondo antico, 23 rispettano invece la concezione moderna, ossia contemporanea all’edizione, e si basano su informazioni geografiche dell’inizio del XVI secolo. Il testo al verso della mappa della Terra Santa suscitò aspre polemiche, in quanto la descriveva come «una terra non così fertile come si credeva generalmente, poiché i viaggiatori moderni la riferivano sterile»: un’affermazione tuttavia non originalmente attribuibile a Serveto, bensì riportata dalle note di Johannes Regiomontanus sull’edizione del 1525 della traduzione di Pirckheimer. Molte delle prime tre edizioni furono bruciate, il che portò Serveto a rinunciare ad alcuni testi al verso delle mappe. Serveto fu comunque condannato al rogo da Calvino nel 1553 per le sue eresie dottrinali, sebbene il testo originario fosse di Pirckheimer. 

Roberto Cena