Divani intagliati e dipinti in policromia
Metà del XVIII secolo c.
Legno intagliato e dipinto, tappezzeria in pelle in parte originale
123 x 208 x 70 cm
Inv. 0243
N. Catalogo A233a-b
Descrizione
Provenienza
Bibliografia
I due arredi presentano una complessa articolazione di movimenti e sono impreziositi da un’originale decorazione a intaglio policromo, di gusto pienamente rococò. Sull’intero telaio dello schienale e ai braccioli corrono nervature alle quali si aggrappano piccoli serti fioriti in vivaci colori ed elementi fogliacei in sottotono bruno. Nell’esemplare più grande un bel viluppo fogliaceo ritorto su se stesso raccorda i braccioli alla cintura del sedile, nella quale è declinato il tema della conchiglia in più variazioni collegate da rametti fioriti che discendono anche lungo i sostegni. Questi ultimi terminano in un vigoroso ricciolo dopo un movimento sinuoso che rispecchia, ribaltandolo, quello dei braccioli.
L’armonia strutturale, la qualità dell’intaglio, la vivacità cromatica (anche se riprese di colore ne modificano probabilmente l’originario equilibrio) giustificano in pieno, a oltre mezzo secolo di distanza, l’ammirazione di Vittorio Viale1, che volle esposti i due arredi nella «Mostra del Barocco Piemontese» tenutasi nel 1937 in Palazzo Carignano2. Un quarto di secolo dopo, nella «Mostra del Barocco Piemontese» del 1963, lo studioso presentò una coppia uguale alla presente, ora presso il Museo Accorsi-Ometto di Torino. Viale notava che i divani erano «quattro, uno di diversa misura». In realtà la suite è composta di sei esemplari, come è stato reso noto da Luca Mana3: i due del Museo Accorsi-Ometto, i due oggetto di questa scheda e altri due presso Villa Abegg, la storica Vigna di Madama Reale Cristina di Francia, appartenuta in tempi recenti all’industriale e collezionista svizzero Werner Abegg. La suite di arredi proviene dagli Arborio Mella, famiglia di origine biellese che nel Settecento e nell’Ottocento ha dato figure di primo piano alla vita pubblica e alla cultura piemontese. Carlo Emanuele Arborio Mella (1783-1850) e il figlio Edoardo (1808-1884) furono tra gli iniziatori del restauro «storico» dei monumenti architettonici in Italia4.
Roberto Antonetto
1 Viale 1963, vol. III, tavv. 118, 119.
2 Della mostra non fu realizzato un catalogo. Una testimonianza in Bernardi 1937c, pp. 3-15.
3 L. Mana, I mobili piemontesi del Museo Accorsi-Ometto di Torino. Frammenti di storie dimenticate, in Ghisotti, Goria 2018, pp. 152-157. I due divani del museo hanno le seguenti misure: inv. 3248: 207 x 122 x 70 cm; inv. 3249: 236 x 125 x 70 cm. Uno di essi è stato pubblicato in Antonetto 1985, p. 233, tav. 331.
4 Vercelli 2005.

