De re militari
Robertus Valturius
Johannes Nicolai de Verona
[Verona]
1472
in-folio (400 x 280 x 77 mm)
Inv. 0743
N. Catalogo A668
Descrizione
Editio princeps di un capolavoro tipografico italiano e primo libro illustrato di carattere tecnico, il testo fu redatto da Roberto Valturio (1405-1475) a Rimini tra il 1446 e il 1447, con lo scopo di celebrare Sigismondo Pandolfo Malatesta, esaltandolo come condottiero al pari dei grandi comandanti dell’antichità. Completata l’opera, per la quale l’autore si avvalse sia di fonti antiche che contemporanee, Valturio si dedicò alla sua divulgazione, sovrintendendo anche alla produzione di un buon numero di copie manoscritte (di cui oggi si ha notizia di 22 sopravvissute) da destinare al suo committente.
Sigismondo Malatesta da parte sua apprezzò grandemente il lavoro, tanto che volle farne dono a diversi regnanti, tra cui Luigi XI, Francesco Sforza e Lorenzo de’ Medici.
L’opera risulta una dotta compilazione di argomenti già per buona parte trattati, ma introduce importanti novità sia formali, come la prevalenza accordata agli aspetti lessicali rispetto alla descrizione tecnica militare vera e propria, sia contenutistici, come l’uso della polvere pirica in alcune macchine belliche, ben rappresentate sia nel testo che nelle illustrazioni. Il bellissimo e ampio corredo iconografico composto da 95 figure, attribuite dalla critica allo scultore Matteo Pasti, rende infatti palesi capolavori di ingegneria militare, macchine destinate agli assedi, e un’inedita attenzione per l’artiglieria, applicazione militare agli albori in quel tempo. Alcune di queste invenzioni erano talmente fantasiose da apparire difficilmente realizzabili, ma è certo che il testo fu ben noto anche a Leonardo, il quale vi si ispirò per realizzare alcuni congegni di sua invenzione. Sotto il profilo tipografico il volume presenta caratteristiche comuni agli incunaboli dell’epoca: non vi è ancora una segnatura delle carte e le illustrazioni con tutta evidenza sono state impresse separatamente dal testo; tuttavia, come per i manoscritti, permangono gli spazi riservati ai capilettera per ospitare eventuali miniature.
Il libro, tra i più antichi stampati a Verona, fu il primo della nascente storia tipografica a essere illustrato da un artista italiano. Nel 1483 comparve una nuova edizione arricchita di un numero maggiore di illustrazioni, con ben due emissioni a pochi giorni di distanza, una con testo latino, l’altra in volgare. Altre due edizioni di questo capolavoro vennero stampate a Parigi nel 1534 e nel 1535.
Roberto Cena


