Cairo

Seconda metà del XVI secolo
Vello in lana su trama e ordito in lana, nodo asimmetrico
179 x 131 cm


Inv. 0757
N. Catalogo A680


Bibliografia

Dopo la conquista dell’Egitto da parte dell’Impero Ottomano (1517), fu fondata al Cairo una manifattura di tappeti che proseguiva quella del precedente periodo mamelucco con identica tecnica di tessitura, le stesse lane e colori, ma con disegni nuovi, ispirati allo stile floreale di corte.

La produzione egiziana di tappeti è diversa da quella, sempre ottomana, dell’Anatolia e si caratterizza per il nodo asimmetrico, anziché simmetrico come nella quasi totalità dei tappeti turchi, e per la qualità serica della lana, che aveva anche un diverso tipo di filatura ed era all’epoca molto apprezzata, tanto da venire importata in Turchia per le manifatture imperiali. Lo stile naturalistico di questi tappeti lo si ritrova anche in altri manufatti della stessa epoca come i tessuti di seta (kemhe) e i velluti (çatma) o anche nelle ceramiche ottomane di Iznik. All’inizio furono prodotti grandi tappeti per uso della corte, i più fini dei quali potevano avere trama e ordito in seta e vello in lana e cotone, ma dalla seconda metà del Cinquecento si iniziarono a tessere anche esemplari più commerciali, interamente in lana, destinati alla vendita.

I tappeti di questo periodo furono spesso esportati in Europa, dove erano molto apprezzati per essere usati sia in terra, sia a coprire tavoli. Se ne conoscono, infatti, anche di forma circolare o a croce, tessuti appositamente come copritavolo. Il disegno è tipico, con il piccolo medaglione circolare verde al centro accompagnato da cantonali in azzurro e da una ricca bordura con motivi di palmette e foglie falciformi dette anche foglie di canna (saz in turco).

Alberto Boralevi