Au crayon et au hasard. Carnet écrit de 1910 à 1912

Paul Valéry

A. Delayance, La Charité-sur-Loire
Parigi


1925
12mo (120 x 85 x 10 mm)


Inv. 0541
N. Catalogo A485


Descrizione

Paul Valéry, Au crayon et au hasard. Carnet écrit de 1910 à 1912, A. Delayance, La Charité-sur-Loire, 1925

La legatura fu realizzata a Parigi, su disegno di Pierre Legrain. Numerose legature francesi del Novecento sono così ben fatte che, risultando la cucitura invisibile, è spesso impossibile risalire al sistema con cui i fascicoli vennero legati insieme. Inoltre, poiché la carta utilizzata per molti di questi libri non presenta filoni e la composizione dei fascicoli è invisibile, è difficile stabilirne il formato. 

Legrain nasce nel 1888 o nel 1889 a Levallois-Perret (un sobborgo di Parigi); il padre è proprietario di una distilleria; la madre è di origine belga. Si racconta che fosse un bambino caparbio, annoiato dalle lezioni al Collège Sainte-Croix di Neuilly e desideroso di dedicarsi al disegno. In seguito avrebbe ripreso in mano gli studi di mitologia, storia dell’arte e storia antica, divenendo un uomo di vasta cultura. Si iscrive ai corsi di arte e disegno dell’École Germain-Pilon ed entra nella bottega del decoratore Paul Iribe (che aveva lavorato per Jacques Doucet) dove rimane fino allo scoppio della Prima guerra mondiale nel 1914; nel frattempo disegna anche abiti, gioielli, tessuti e mobili1. Nel 1914 viene chiamato alle armi, ma è riformato nel 1916. Al rientro a casa è senza lavoro, si rivolge pertanto a Jacques Doucet (1853- 1929), sarto e mecenate, che allora era in cerca di un giovane disegnatore per le legature della sua collezione. Legrain realizza per lui raffinate legature e in questa occasione scopre la sua passione per i libri di pregio. Lavora anche per altri bibliofili e, intenzionato a rivoluzionare il settore del disegno della legatura, matura uno stile assolutamente personale. Come Marius-Michel a suo tempo aveva abbandonato i pastiches in favore dei motivi floreali, così ora Legrain rompe con la decorazione floreale, botanica ed emblematica, prediligendo le forme geometriche, semplici se paragonate ai canoni estetici in voga nel 1925, e servendosi di inserti, filetti, punti e cerchi. I suoi lavori geometrici in un primo momento non vengono apprezzati e Legrain è completamente digiuno dei materiali e delle tecniche impiegate in legatoria, pur ambendo alla perfezione. Esegue i suoi disegni con il righello, la squadra e il compasso, e sperimenta materiali di ogni genere: metalli vari, legno, madreperla, avorio, lacca, pellame, pelle di pesce e di serpente, e li decora in oro, palladio o a secco; usa persino la lamina di metallo che, a differenza dell’argento, non ossida. I suoi disegni non sono centrati, anzi spesso interessano anche i margini esterni delle coperte, non di rado colloca il nome dell’autore e/o il titolo sulla coperta anteriore e, ispirandosi alla tipografia, utilizza le lettere come elementi decorativi. Fa in modo che il testo o le illustrazioni dialoghino con i disegni della legatura, in quanto è convinto che una legatura non sia significativa di per sé, che la coperta rappresenti il frontespizio del libro e che il disegno debba incarnare lo spirito del testo. Il suo metodo di lavoro prevede che, una volta eseguito personalmente il disegno, ci si rivolga ad artigiani professionisti per la rilegatura dei fascicoli e la decorazione; a René Kieffer, ad esempio, si deve gran parte delle prime legature di Legrain (1919- 1923). Nel 1924 si trasferisce al n. 7 di rue d’Argenteuil e, nel 1925, in avenue Percier. Collabora con vari decoratori, tra cui André Jeanne e Charles Collet, mentre affida a René Desmules l’attività di legatura vera e propria. Nel 1926 si trasferisce ancora, questa volta in place de Val-de-Grace, dove finalmente può assumere il controllo di tutte le varie fasi di realizzazione di una legatura di pregio: non a caso è in questa bottega che nascono i suoi lavori più celebri. Un attacco di cuore, sopraggiunto il 27 luglio del 1929, vanifica il suo progetto di lasciare Parigi per comprare una cartiera in Auvergne. Legrain è considerato l’iniziatore di un nuovo stile, un interprete della letteratura e delle arti grafiche. Secondo Blaizot (che lo conosceva bene) le sue prime legature erano molto semplici, avevano solo un’etichetta sulla carta di guardia, sostituita in seguito da una firma decorata sul genere di quella visibile sulle legature descritte qui. Nell’arco di una carriera durata solo dieci anni, Legrain seppe dar prova di gusto, audacia, personalità e intelligenza, realizzando opere di livello qualitativo straordinario. 

Alla Collezione Cerruti appartiene anche una legatura (Paul Tuffrau, Le roman de Renart) di Jacques Anthoine-Legrain, genero di Pierre Legrain. Jacques Anthoine-Legrain nasce nel 1907 e inizia a lavorare nel 1929, presso la bottega del suocero di cui continua la tradizione, prediligendo composizioni lineari e l’uso di inserti e metallo. Negli anni trenta la sua attività di rilegatore consisteva sia nell’ideazione del disegno sia nella sua realizzazione. 

Mirjam Foot 

 

1 Disegnò anche cornici per dipinti. Jacques Doucet, ad esempio, possedeva dei quadri di Francis Picabia e di Édouard Manet con cornici di Pierre Legrain (una per Midi di Picabia, 1923-1926, è conservata alla Yale University Art Gallery). Su Pierre Legrain, si vedano Devauchelle 1959-1961, vol. III, pp. 149-164; B. D. Maggs, in New York 1999, n. 94; Peyré, Fletcher 2004; Duncan, De Bartha 1989. È possibile che il metallo color argento utilizzato da Legrain fosse alluminio e non palladio.