Arbre des batailles
Honorat Bovet
Parigi
1455-1460
262 x 202 mm
Inv. 0717
N. Catalogo A641
Descrizione
Provenienza
Bibliografia
L’Arbre des batailles è un trattato didattico in prosa sul diritto bellico che fu scritto tra il 1386 e il 1389 dal priore e giurista provenzale Honorat Bovet (1345/1350 c. - ante 1410), durante un soggiorno alla corte pontificia di Avignone1. L’opera, dedicata a Carlo VI di Valois, di cui Bovet divenne consigliere, conobbe un notevole successo e una rapida diffusione: si conserva in più di novanta manoscritti, ne esistono sei edizioni antiche e fu tradotta in occitano, catalano, spagnolo e inglese2. Non si conosce il primo proprietario del manoscritto qui preso in esame, né la sua storia prima del suo passaggio alla Librairie Sourget nel 2000 e del successivo ingresso nella Collezione Cerruti. Nel catalogo di vendita, la miniatura a piena pagina del frontespizio, raffigurante Honoré Bovet in atto di offrire l’opera a Carlo VI circondato da alcuni dignitari di corte, era genericamente ma correttamente attribuita a un miniatore «fort inspiré par le Maître de Bedford», l’artista più in voga a Parigi durante l’occupazione inglese. In effetti, essa è riconducibile alla mano di uno stretto collaboratore di quel maestro, battezzato in un primo tempo Bedford chief associate, e oggi noto come Maître de Dunois, dal nome del suo committente, Jean d’Orléans, conte di Dunois, per il quale l’artista eseguì uno dei suoi libri d’ore più belli (Londra, The British Library, Yates Thompson MS 3)3. Il Maître de Dunois, forse identificabile con Jean Haincelin4, fu attivo a Parigi come miniatore ma anche pittore di tavole tra il 1436 e il 1466 circa, lavorando per i personaggi più eminenti della corte di Carlo VII, prolungando la fortuna delle formule bedfordiane, e facendo da ponte tra gli ultimi artisti del Gotico internazionale e quelli della generazione successiva, ormai aperti alle novità del linguaggio elaborato nei Paesi Bassi intorno al 1420-1430. La verve narrativa, ereditata dal suo maestro, portò il Maître de Dunois a realizzare diversi manoscritti di contenuto profano. Erano finora noti due Arbres des batailles usciti dalla sua bottega: Monaco, Bayerische Staatsbibliothek, Cod. gall. 125, e Parigi, Bibliothèque nationale de France, ms. fr. 1276, quest’ultimo datato 14606. Il codice della Collezione Cerruti si aggiunge a questi e, al pari di questi, è un prodotto tardivo dell’artista, come denunciano il disegno di contorno meno rifinito, una certa semplificazione nella tavolozza cromatica, e la pennellata più incerta. La decorazione secondaria del manoscritto, e in particolare l’iniziale istoriata del frontespizio, spetta a un altro artista che secondo una comunicazione orale di François Avril può essere identificato con l’autore dell’ornamentazione di un Libro d’Ore uscito dalla bottega del Maître de Jean Rolin, collaboratore più giovane e seguace del Maître de Dunois (Vienna, Österreichische Nationalbibliothek, Cod. Ser. nova 13267)7.
Giovanna Saroni
1 S. Gras, L’arbre des batailles d’Honorat Bovet: d’un atelier d’Avignon aux ateliers parisiens, in Elsig 2019, pp. 25-35.
2 L’Arbre des batailles della Collezione Cerruti non è segnalato nel censimento stilato nel 2017 da Reinhilt Richter-Bergmeier, a cui sono parimenti sfuggiti una copia del testo di Bovet conservata all’Archivio di Stato di Torino e una in deposito presso la Bibliothèque municipale di Blois: Bovet 2017; e, per i manoscritti di Torino e Blois, G. Saroni, cat. 294, in Torino 2011-2012, p. 305, e P.-G. Girault, cat. 47, in Angers 2013-2014, pp. 192-195.
3 Il manoscritto è digitalizzato: http://www.bl.uk/manuscripts/FullDisplay.aspx?ref=Yates_Thompson_MS_3. Per il Maître de Dunois, così chiamato da Nicole Reynaud e precedentemente battezzato da Eleanor Spencer «Bedford chief associate», si vedano: Spencer 1963, pp. 277-299; Id. 1965, pp. 104-108; N. Reynaud, L’Associé principal du Maître de Bedford ou Maître de Dunois, in Parigi 1993-1994, pp. 36-38; Reynaud 1999, pp. 23-35; Ph. Lorentz, La peinture à Paris au XVe siècle: un bilan (1904-2004), in Parigi 2004b, pp. 89-92; F. Avril, cat. 221, in Parigi 2004a, pp. 354-355.
4 Su Jean Haincelin si veda Rouse, Rouse 2000, vol. II, pp. 73-74.
5 https://daten.digitale-sammlungen.de/~db/0006/bsb00065859/images
6 https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/btv1b9007044n.image
7 http://digital.onb.ac.at/RepViewer/viewer.faces?doc=DTL_8066541&order=1&view=SINGLE
