Antifonario francescano
Rimini
1314
550 x 385 mm
Inv. 0746
N. Catalogo A671
Descrizione
Provenienza
Bibliografia
Antifonario francescano, Rimini, 1314
Noto negli studi come Antifonario Amati, dal nome del collezionista londinese che ha recuperato e integrato i fogli asportati e dispersi dopo la vendita avvenuta presso Sotheby’s nel 1982, il manoscritto contiene il Proprium de tempore (dalla dodicesima domenica dopo Pentecoste alla quarta domenica di settembre) e il Proprium de sanctis (dalla festa dei santi Pietro e Paolo del 29 giugno alla festa dei Sette Dolori della Vergine del 15 settembre). L’opera appartiene a una serie presumibilmente realizzata per il convento di San Francesco di Rimini e in origine doveva comprendere almeno sei Antifonari, i cui volumi e fogli superstiti sono oggi dispersi in collezioni pubbliche e private1. Uno di questi fogli (Zurigo, collezione privata), contenente l’antifona della vigilia del vespro per la festa dei santi Pietro e Paolo e decorato da una iniziale con la figura di san Pietro, è stato identificato come il primo dei tre già mancanti dall’Antifonario Amati (ff. 77, 142, 158) al momento della vendita del 1982 presso Sotheby’s (fig. 1); similmente si è proposto di riconoscere nel foglio conservato a Filadelfia (Free Library, Lewis E M 73:06), decorato da una iniziale abitata con la Madonna in trono, un altro di quelli precocemente asportati dallo stesso volume (il f. 142 o 158, fig. 2)2.
Fig. 1. Foglio di Antifonario, iniziale T figurata con san Pietro. Zurigo, collezione privata.
Lungo il margine inferiore di f. 2 si legge, parzialmente rifilata, la data «C m. ccc. xiiij» che, insieme al nome dello scriba «fr(ater) Bonfantinus antiquior de Bon(onia)», si ritrova in altri tre volumi della stessa serie conservati a Bologna (Museo Civico Medievale, ms. 540, f. 1), a Cracovia (Biblioteca Czartoryskich, ms. 3464, f. 1) e a Filadelfia (Free Library, Lewis, E M 68:7-9, f. 1). Nel manoscritto bolognese la figura di un francescano inginocchiato nella decorazione del margine inferiore di f. 3v mostra un libro aperto sul quale si legge il nome «Riu(s)/ ne», anagramma sillabico di Nerius. Si tratta di Neri da Rimini, il miniatore la cui produzione è ampiamente nota tra il 1300 e il 1338 grazie a documenti d’archivio e a un numero considerevole di manoscritti e fogli singoli decorati. Gli Antifonari per San Francesco mostrano l’attività di Neri da Rimini al suo vertice: in confronto alle prime opere del miniatore, le figure appaiono qui plasticamente rilevate e articolate, con attenzione alla resa fisionomica dei volti. Si tratta probabilmente degli esiti di un più attento confronto con l’arte di Giotto, in particolare con la pittura dei suoi successori riminesi, come Giovanni e Pietro da Rimini. È stato anche notato che le iniziali abitate e istoriate dell’Antifonario Amati, con figure e scene di santi, se confrontate con le opere precedenti di Neri, segnerebbero un’evoluzione stilistica: la gamma cromatica è ridotta, l’oro è riservato alle aureole e soprattutto le figure, rivestite da abiti di un solo colore, perlopiù secondario e tenue, sono modellate con sottili pennellate brune e risaltano contro fondi colorati (prevalentemente blu), talvolta percorsi da esili racemi o motivi ornamentali di tonalità più chiara.
Fabrizio Crivello
1 Dauner 1998, pp. 97-144.
2 G. Freuler, 398. Neri da Rimini. Rimini, ca. 1314. Antiphonarblatt mit der Bildinitiale T mit dem Apostel Petrus, in Bücher & Autographen 2016, pp. 114-115.
Fig. 2. Foglio di Antifonario, iniziale S abitata con Madonna in trono col Bambino. Filadelfia, Free Library, Lewis E M 73:06.




