Acta scitu dignissima docteque concinnata Constantiensis concilii celebratissimi.

Ferrarius Zacharias

Gottardus Ponticus
Milano


1511-1512
in-folio (281 x 183 x 27 mm)


Inv. 0522
N. Catalogo A466


Descrizione

Il volume contiene la descrizione degli atti del Concilio di Costanza (1414- 1418) che pose fine al Grande Scisma e portò alla condanna di Jan Hus; seguono gli atti del Concilio di Basilea e quelli di Pisa. Il libro, che dei due grandi concili ecumenici offre una documentazione completa, sessione per sessione, è una fonte di prim’ordine per la storia della Chiesa nel secolo precedente alla Riforma e allo sviluppo della teoria conciliare. Oltre alla sua importanza come documento storico, il volume è di estrema bellezza. La grande xilografia, ripetuta quattro volte, mostra il Concilio in seduta, presieduto dal Papa. La stupefacente riunione, affollata da un numero enorme di persone, dà un’idea della grandezza e dello spirito di questo raduno e di come deve aver colpito i contemporanei: oltre 300 cardinali, vescovi e abati, la corte di Sigismondo e quella di alcuni principi con il loro seguito (15/20.000 stranieri in una città con meno di 10.000 abitanti), e una pletora di lingue del mondo allora conosciuto che poteva essere udita per le strade di Costanza. Il libro si chiude con la 45a e ultima sessione del Concilio di Basilea e la Bolla di papa Niccolò V «super approbatione actorum & gestarum in Concilio Basiliensi, del 1449», Ad Perpetuam Rei Memoriam. L’ultima sezione del volume, Apologia sacri Pisani concilii moderni è invece il tentativo di confutare le obiezioni alla legittimità del Concilio. Lo stampatore Gotard de Ponte fu attivo a Milano nella prima metà del Cinquecento; stampò anche il celebre Vitruvius di Como del 1521. 

Roberto Cena 

 

Le legature dell’Hypnerotomachia Poliphili (sch. p. 232) e degli Acta in Collezione Cerruti sono state realizzate a Parigi per Jean Grolier. Grolier nasce negli ultimi mesi del 1489 o nei primi del 1490, figlio di Étienne Grolier, ricco mercante lionese. Viene educato, in parte a Parigi, dall’umanista italiano Gaspar Argilensis. Entra poi al servizio di Luigi XII come «notaio e segretario del re». Alla morte del padre, nel 1509, diventa Tesoriere generale del Ducato di Milano, conquistato dai francesi nel 1499, e mantiene questo incarico dal 1509 al 1512 e dal 1515 al 1521. Nel 1520 sposa Anne Briçonnet. Viene preso prigioniero con Francesco I nella battaglia di Pavia del 1525 dopodiché torna in Francia e trascorre il resto della vita a Parigi. Nel 1532 è uno dei Tesorieri di Francia e da allora fino al 1555 ricopre cariche pubbliche in ambito finanziario. Muore il 22 ottobre 15651. Grolier era un appassionato collezionista di libri e acquisisce e rilega i suoi primi volumi in Italia, per la maggior parte a Milano. Nel corso degli anni possiede tre biblioteche personali: quella milanese, andata perduta almeno in parte nel 1512 o 1521; la prima biblioteca francese, dispersa nel 1536 a causa di una vendita forzata; e la sua ultima biblioteca, che al momento della morte vantava probabilmente 300-400 edizioni diverse. Durante la permanenza in Francia, Grolier impiega almeno diciassette diversi legatori parigini. A un certo punto della sua vita possedeva cinque copie dell’Hypnerotomachia (1499) rilegate da quattro Maestri diversi. La prima legatura qui descritta è opera del cosiddetto «Fleur- de-lis-Binder», attivo probabilmente nel 1536 e al servizio di Grolier tra il 1538 e il 1540 circa. Sono note venti rilegature realizzate per lui da questa bottega. L’ultimo legatore impiegato da Grolier, autore della seconda opera qui descritta, lavora per lui negli ultimi dieci anni della sua vita e in questo periodo rilega per lo straordinario collezionista francese ventitré libri. 

Mirjam Foot 

 

1 Si vedano Nixon 1965; Austin 1971 (i numeri di cui sopra si riferiscono a questo catalogo); Hobson A. 1999.