Fonogrammi

Jeremy Deller
Senza titolo

 

Jeremy Deller apre il suo Fonogramma confessando una certa insofferenza per le audioguide, poi trascina chi ascolta in un viaggio dalla biblioteca Cerruti alle coste del Norfolk. Un villaggio individuato nell’atlante seicentesco dei Blaeu diventa il punto di partenza per una sequenza di incontri e divagazioni: terre inghiottite dal mare, un’eclissi solare, sale giochi e teatri balneari, musica sacra e riff pop. Deller intreccia racconto personale, registrazioni sul campo e incursioni musicali, tornando infine a Cerruti attraverso il rumore dei macchinari di una legatoria industriale: quel suono da cui è nata la Collezione diventa la materia di una nuova composizione.

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Jeremy Deller vive e lavora a Londra. Ha studiato Storia dell’Arte al Courtauld Institute e alla University of Sussex. Nel 2004 ha vinto il Turner Prize e nel 2013 ha rappresentato la Gran Bretagna alla 55. Biennale di Venezia. Dall’inizio degli anni Novanta realizza opere e progetti che indagano la cultura popolare, la storia sociale e politica, la musica e le forme di partecipazione collettiva, spesso al di fuori degli spazi espositivi convenzionali. Tra i suoi progetti figurano Acid Brass (1997), che affida gli inni dell’acid house a una banda di ottoni, The Battle of Orgreave (2001), rievocazione dello scontro fra minatori e polizia del 1984, e Sacrilege (2012), una Stonehenge gonfiabile sulla quale saltare. Nel 2025 ha realizzato The Triumph of Art per il bicentenario della National Gallery. Nei suoi film, la musica diventa una chiave per leggere la società: dalla devozione dei fan in Our Hobby Is Depeche Mode (2006), realizzato con Nick Abrahams, alla storia britannica ripercorsa attraverso la cultura rave in Everybody in the Place (2018).